Lettera della Presidente

Luglio / Agosto 2016


Carissime e carissimi,

eccoci arrivati all'estate, tempo di vacanze. Per chi ha la possibilità di viverle, le vacanze sono giorni in cui "essere liberi, avere tempo per...", in cui possiamo finalmente "dare tempo al tempo".

E' vacanza sospendere le corse quotidiane per rincorrere i mezzi pubblici per andare al lavoro, è vacanza non dover restare in auto nelle code interminabili, è vacanza spegnere il computer, gli iPod, i cellulari... In qualsiasi posto vai noti che le persone non parlano più tra di loro, ma tutti hanno la testa china sul cellulare a leggere o a scrivere messaggi. Che tristezza vedere una coppia più interessata al telefonino anziché a scambiarsi un sorriso e, perché no, anche un bacio!

Le vacanze, quindi, non devono essere solo un non lavorare, ma staccare la spina da tutti i mezzi elettronici che ci assillano, fare silenzio per ammirare un tramonto, per leggere un libro, per scrivere le proprie emozioni prestando attenzione a quanto ci circonda, per dialogare in modo disteso con il proprio coniuge, per giocare con i figli, per chiacchierare con chi ci sta accanto, con chi incontriamo mentre siamo in fila a fare la spesa. Facciamo che queste vacanze siano un riprendere il nostro aspetto umano, quell'aspetto che si cura di chi ci sta vicino offrendo il nostro sorriso, la nostra disponibilità d'ascolto e atti di compassione e solidarietà quotidiana. Non possiamo, infatti, dimenticare i tanti anziani e disabili abbandonati a se stessi, parcheggiati in ospedale, le tante persone che la solitudine non l’hanno scelta, ma la subiscono e, pertanto, guardiamoci intorno per vedere se c’è qualcuno da aiutare a sentirsi meno solo con una visita, una telefonata, un invito per un giorno di vacanza.

Ecco le opere di misericordia per questo periodo, quelle corporali: visitare gli infermi – visitare i carcerati e quelle spirituali: perdonare le offese e sopportare pazientemente le persone moleste.

Il tempo delle vacanze inoltre ci deve dare la possibilità di trovare più spazio da dedicare allo spirito. Anche Gesù nel brano Evangelico (Marco 6,30-34) invita i suoi Discepoli a staccarsi dalla folla, dal loro lavoro e ritirarsi con lui in un luogo appartato a passare dal contatto della gente al dialogo solitario con se stessi e con Dio. Un mezzo semplice per farlo potrebbe essere quello di entrare in una Chiesa o in una Cappellina di montagna in un’ora in cui è deserta, di fermarsi in riva al mare o su un sentiero di montagna e lì trascorrere un po’ di tempo in “disparte”, scoprire le bellezze di Dio Creatore, esercitarsi a contemplarle... ”fermatevi e sappiate che io sono Dio “ (salmo 46), lasciare che silenzi e suoni ormai dimenticati colpiscano, ancora, i nostri cuori rievocando un mondo interiore messo a tacere, ma non eliminato!... e la nostra preghiera sarà:
 

Aprimi, o Signore, il sentiero della vita
e guidami sulle strade dei tuoi desideri.

Fammi capire questa inquietudine
che mi fa uomo di strada,
questa curiosità che mi fa investigatore di bellezza
e la volontà di fare del bene sulla terra.

Fammi capire la bellezza delle cose
e le parole che Tu esprimi a mio insegnamento dalle profondità di essa.

Donami di comprendere la bontà delle cose
e di saperne rettamente usare per la tua gloria e la mia felicità.

Concedimi di capire gli uomini che incontro
sul mio cammino e il dolore che nascondono
e quelli che dividono con me la fatica della strada,

l'amore dell'avventura la soddisfazione della scoperta;
dammi il dono della vera amicizia e della vera allegria,
fammi cordiale, attento, magnanimo, puro, misericordioso.

Fammi sentire la voce della strada,
quella che mi invita sulle vie del mondo
a conoscere sempre più doni del tuo amore,
quello che batte il cammino dei cuori,
quello che conosce il sentiero delle altezze
dove Tu abiti nello splendore della Verità.

Lontano da Te e dalle Tue vie,
fammi sentire l'inutilità del tutto.
Alla Tua casa dammi di poter giungere
dove Tu per tutti i santi sei Bellezza vera,
Luce incerata, Amore pieno, Riposo perfetto.
Amen.
(San Giovanni Paolo II)



Un abbraccio e buone vacanze.
Maria Maghini