Lettera della Presidente

Marzo / Aprile 2017


Prima Consulta Confederale 2017
 

Carissime Exallieve e Exallievi,
sabato 18 febbraio scorso si è tenuta, presso la nostra sede, la Consulta Confederale secondo l’art. 15 del nuovo Statuto. È composta dalla Superiora Generale dell’Istituto delle FMA, punto di riferimento dell’Associazione, dalla Consigliera Generale per la Famiglia Salesiana, dalla Delegata Confederale e dai membri del Consiglio Confederale.
Tra i vari scopi ha anche quelli di: garantire la fedeltà al carisma e favorire i rapporti di reciprocità fra l’Associazione e l’Istituto delle FMA. Dopo aver ascoltato la mia relazione sulla situazione dell’Associazione, le parole di Madre Yvonne sono state veramente di speranza e d’incoraggiamento.
Ha toccato vari punti e ci ha esortato ad avere: passione per il futuro dell’Associazione, l’attenzione Privilegiata alla famiglia, con la Chiesa accompagnando i giovani, camminare con coraggio, il respiro multiculturale e multireligioso dell’Associazione.
Il concetto fondamentale si è condensato nella frase evangelica “Non voi avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi” (Giovanni 15,16). La Madre ha affermato “Il Signore vi ha scelti non perché siete capaci. Ma perché Egli vuole manifestarsi attraverso di voi, anche attraverso la fragilità e la povertà. L’esperienza della fragilità e del limite è necessaria per aprirci alla fraternità, alla solidarietà”.
Ed infine l’augurio per il futuro “di crescere sempre più nella consapevolezza del vostro compito, nell’esperienza gioiosa del servizio alle Exallieve/i e, tramite loro, a tanti giovani e meno giovani in ogni parte del mondo”.
In questo tempo abbiamo iniziato il periodo quaresimale che ci porta alla Pasqua, voglio, pertanto, esprimervi i miei auguricon un pensiero di don Tonino Bello, tratto da “Pietre di Scarto”. “Vorrei che potessimo liberarci dai macigni che ci opprimono, ogni giorno: Pasqua è la festa dei macigni rotolati. È la festa del terremoto. La mattina di Pasqua le donne, giunte nell’orto, videro il macigno rimosso dal sepolcro.
Ognuno di noi ha il suo macigno. Una pietra enorme messa all’imboccatura dell’anima che non lascia filtrare l’ossigeno, che opprime in una morsa di gelo; che blocca ogni lama di luce, che impedisce la comunicazione con l’altro. È il macigno della solitudine, della miseria, della malattia, dell’odio, della disperazione del peccato. Siamo tombe alienate. Ognuno con il suo sigillo di morte.
Pasqua allora, sia per tutti il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l’inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi e se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro, si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto, si ripeterà finalmente il miracolo che contrassegnò la resurrezione di Cristo”.
 
Maria Maghini
Presidente Confederale